Stagione: 2018 - 2019

Stagione:  2018 - 2019 -  Imperia Basket  Ass.sp.dil.

 

 

   

Sono ripresi gli allenamenti  per la nuova stagione .

 

Il martedi e il giovedi dalle 17.00 alle 19.00  per il mini basket e solo il giovedi dalle 17.00 alle 18.00 il nuovo corso dedicato ai bimbi e alle bimbe dai 3 ai 5 anni '' Propedeutica alla pallacanestro '' presso il  Palazzetto dell sport.

Mentre per tutti gli altri gli allenamenti si svolgeranno principalmente alla palestra Maggi.

Vi aspettiamo numerosi ,

A presto 

Lo Staff - BKI 

 

 

Basket. Ottimo successo ad Imperia per la prima edizione della Centropastore Cup

Manifestazione nata grazie alla collaborazione tra la BKI Riviera dei Fiori, il Centro di Formazione Pastore, l’associazione genitori attivi e il Comune di Imperia

 

La prima edizione della Centropastore CUP, manifestazione nata grazie alla collaborazione tra la BKI Riviera dei Fiori, il Centro di Formazione Pastore, l’associazione genitori attivi e il Comune di Imperia, ha ottenuto un grande successo di pubblico e tanti apprezzamenti dai giocatori e da tutti quelli che sono intervenuti durante le quattro giornate della kermesse sportiva.

A sfidarsi sono state ben 25 squadre fra aquilotti, esordienti, under16, Over e Family (la più importante innovazione nata al centro di questa iniziativa) che hanno saputo intrattenere il pubblico mostrando tutta la loro bravura e la passione sfrenata verso il basket.

Squadre come gli Alsimafra, gli Imperia Ninjas, i Team Barazzo, i Rose Basket, i PizzaBoys, i Bella Domanda, i iTretre di taggia, i Golden Boys di Bordighera, i Tiger Team, i Chicago Boom, Gli Herta Vernello, i Los Angeles Crackers e molte altre, ognuna con un proprio logo e un'identità unica rispetto alle altre, hanno giocato al ritmo di una musica hip hop motivazionale e coinvolgente, una formula, questa, che ha entusiasmato i giocatori.

Gli intermezzi delle quattro giornate sono stati animati dalle crew della palestra Scenart di Imperia/Diano, dai Fresh'n Clean e dai piccoli Monsters & Co. della palestra Creativa di Imperia, mentre l'Associazione Genitori Attivi, con il loro stand dello scambio-giocattolo e della pesca di beneficienza, offriva a tutti la merenda pomeridiana.

Bravissimo Luca Berardinucci, che insieme al socio Daniele Ferraioli, titolari del pub Winston Churcill di Caramagna, hanno improvvisato una vera e propria trasmissione televisiva con tanto di commenti, telecronache e interviste.

“A colpire chi si avvicinava al campetto di Via Gibelli, domenica pomeriggio, è stato il bellissimo colpo d’occhio di persone appassionate, bambini impegnati, famiglie coinvolte, gruppetti di diverse città che si confrontavano sulle proprie performance, il tutto con il sottofondo di una musica motivazionale hip hop e la telecronaca in stile NBA” racconta entusiasta Mario Casella, amministratore del Centro Pastore, ideatore della manifestazione "è stato bello sentirsi dire - non ho mai partecipato ad un torneo così ben organizzato - ma la cosa più bella che, credo, rimarrà nei cuori di tante persone, è stato vedere giocare, con il costante sorriso sui loro volti, genitori e figli insieme".

Nella giornata finale di Domenica erano presenti circa 150 persone nel campetto delle ex Ferriere, un luogo caro a molti non-più-giovani che fino a qualche tempo fa era nel degrado più totale. "L'Associazione genitori attivi" commenta Federica Novelli "tiene molto alla funzionalità tecnica e soprattutto sociale del campetto e a questo proposito invito tutti quelli che hanno partecipato e tutti quelli che hanno visto cosa si può realizzare di bello in questa struttura, ad avere il massimo rispetto per la pulizia e per le attrezzature, lasciando sempre in perfette condizioni questo che è un bene di tutti".

La CentropastoreCUP è stata sollevata dai Tretre di Taggia, squadra che non ha avuto rivali e che avrà l'onore di tenere la coppa per un anno, prima di vederla consegnata alla prossima vincitrice, oltre a vedere i nomi dei componenti incisi sulla base a memoria delle loro gesta.

"Il basket è lo sport più bello del Mondo" afferma Diego Parodi , presidente della BKI Imperia "e la nostra società è l'unica in città che porta avanti la missione di diffondere questo bellissimo gioco. Abbiamo progetti importanti, per creare ad Imperia un nuovo polo di riferimento per la pallacanestro regionale; abbiamo però bisogno di coinvolgere sempre più bambini e ragazzi, sono aperte le iscrizioni per la stagione 2018-2019 e quindi invito tutti a venire a provare questa esperienza, presso il Palazzetto dello Sport in zona  San Lazzaro".

 

 

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L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio all'aperto 

 

 

CHI TROVA L'INTRUSO ? 

 

 Pomeriggio di riposo per le Azzurre, in gita turistica a Porto Venere. Qui, la foto ricordo col Sindaco. Domani sera amichevole a La Spezia, con Israele (ore 20.00, ingresso libero, diretta sulla nostra pagina Facebook). E un'"ospite" sulle tribune, in arrivo da Minneapolis...  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    

 

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ISCRIZIONI

 

Ricordiamo che chi volesse versare l'importo dell'iscrizione tramite bonifico lo puó fare utilizzando il seguente

IBAN IT72T0853010500000400103381

 

 

ADEMPIMENTI PER LA VISITA MEDICA :

 

Sia per lo svolgimento sia degli allenamenti settimanali che per giocare le partite è necessario che il giocatore sia in possesso di un certificato medico che attesti l’idoneità a praticare l’attività sportiva. 

VISITA MEDICA NON AGONISTICA – fino agli 11 anni non compiuti

Il pediatra rilascia il certificato d’idoneità sportiva non agonistica (di buona salute) ovvero certifica sul libretto verde l’idoneità generica del giocatore a praticare attività sportiva non agonistica dopo aver verificato anche l’esito positivo dell’elettrocardiogramma a riposo: la nuova normativa (Decreto del Ministro della Salute dell’8 agosto 2014) prevede infatti che l’atleta debba essere sottoposto una volta nella vita ad elettrocardiogramma. L’attestazione d’idoneità del pediatra ha validità di un anno.

VISITA MEDICA AGONISTICA – dal compimento dell’11° anno di età

Il certificato d’idoneità sportiva agonistica specifico per lo sport praticato viene rilasciato esclusivamente da un medico specialista in Medicina dello Sport. La visita può essere prenotata sia presso la ASL che presso centri privati a pagamento.

Per prenotare presso la ASL la visita medica, agonistica e non, è possibile richiedere presso la Segreteria della Polisportiva gli appositi moduli da consegnare al pediatra o allo sportello CUP. Si chiede ai familiari dei ragazzi di attivarsi per tempo, qualche mese prima della scadenza del certificato, per prenotare la visita medica.

Le GIRRRLS di Imperia

Le GIRRRLS di Imperia -  Imperia Basket  Ass.sp.dil.

L'Imperia Basket collabora , attivamente , da anni con il Blue Basket Diano Marina . Questa collaborazione ha portato ad una scelta naturale che prevede di seguire la Pallacanestro a 360°.

Il mondo della palla a spicchi si divide , come tutti gli sport in due sezioni , quella femminile e quella maschile.

Per regolamento i bambini e le bambine possono giocare a Basket sino a dodici anni in gruppi misti , o dove presente nella squadra di categoria femminile o maschile .

L'imperia Basket è prevalentemente improntata sulla pallacanestro maschile mentre il Blue Basket Diano Marina su quella femminile, quest'anno ha anche acquisito una parte di Girls dell'Alassio e del Bordighera , tanto da poter garantire le iscrizioni a diversi campionati di annata.

Cosa vuol dire questo ?

Cio vuol dire che: per gli iscritti nelle due società sino a 12 anni si  possono fare allenamenti e partite in squadre miste oppure far parte di squadre di  sole ragazze o solo ragazzi.

Gli allenamenti dell'Imperia Basket si svolgono prevelentemente ad Imperia , mentre quelli del Diano a Diano Marina.

Per le bimbe che frequentano le elementari o per chi avesse problemi di spostamenti da quest'anno ci sarà anche un allenamneto solo per la Femminile al venerdi ( per chi fosse interessato chiedere in palestra a  Patrizia ).

MONDO BASKET......

MONDO BASKET...... -  Imperia Basket  Ass.sp.dil.

 

Non vincere… Non significa perdere

 

 

cortesia Daniel Horacio Agostini

Aspettavo. Sono arrivati. Puntuali.
Me lo vengono a raccontare. “Vai a vedere cosa scrivono”. “Chiedono come mai hai perso di trenta punti con i tuoi bambini di undici e dodici anni?…

“Tu cosa dici?”

E cosa dovrei dire?:

«Nello sport si vince o non si vince ma non si perde mai!» 

Dico che il principio base deve sempre essere quello di ricordare che l’obiettivo è il miglioramento e non la vittoria!

Prendo comunque spunto per ragionare su alcuni aspetti legati al modo di vivere oggi la sconfitta e la vittoria, facendo presente che la mia scelta di quest’anno è stata quella di guidare un gruppo di ragazzini che stanno imparando i primi rudimenti del basket e quindi la loro formazione passerà senza ombra di dubbio da numerose sconfitte sul campo, con scarti anche maggiori di trenta punti.

Ben vengano queste sconfitte.

In un articolo precedente ho già trattato l’argomento.

Ritengo che la sconfitta sia di capitale importanza per la formazione di un uomo.
Non risolvere il conflitto interiore che la sconfitta provoca è un grave problema che può ripercuotersi negativamente nella sfera emotiva dell’individuo.
La paura di perdere è a mio avviso più pericolosa della sconfitta vera e propria.

Chi non riesce a metabolizzare una sconfitta o chi è felice per quella altrui, se vuol rimanere a lungo nel mondo dello sport deve lavorare molto su se stesso.

Ma pensiamoci un po’ !?! Alla fine che cosa ho perso se da una partita il punteggio ha decretato un vincitore diverso da me? Ho lasciato in campo un pezzo di me stesso? Ho un peso specifico inferiore?
E’ la paura della sconfitta che deve essere vinta. Non bisogna lagnarsi  per la batosta subita.

Al giorno d’oggi i ragazzi sono spaventati, sono timorosi; sopraffatti da una timidezza eccezionale se rapportata all’importanza della prova richiesta. Un brutto voto preso che genera la paura di non riuscire ad essere promossi è innaturale.

Venire rifiutati o mollati, apre le porte alla sofferenza, annienta l’autostima, squarcia una personalità ancora in fase di costruzione. Il giudizio attinente al possesso o meno di alcune capacità viene vissuto come una considerazione che coinvolge l’interezza dell’individuo. Conseguentemente il ragazzo si sente inadatto, fuori posto, fallito. Allora può succedere che si taglino le relazioni, si abbandoni la scuola, lo sport.

Dare il giusto peso alla sconfitta, è oggi molto importante in quanto, mancando la cultura maturata dall’esperienza, essa, non viene più vissuta come opportunità per uno sviluppo psicologico, fisico, tecnico ma, paradossalmente, è la prova indiscutibile del trovarsi dalla parte sbagliata della barricata, quella dei perdenti, degli scadenti, degli incapaci.

cortesia K.M. Klemencic

Chiedersi quali siano state le cause di questo atteggiamento è necessario.
Penso che una delle ragioni della mancanza di una cultura della sconfitta sia la mancanza assoluta della cultura della vittoria.

Al di fuori dell’ambito sportivo (anche in questo campo ci sarebbe da discutere), i ragazzi sono pressati ogni giorno da un continuo bombardamento di informazioni provenienti dalla TV, i social media, la pubblicità, i reality che celebrano solo il successo. Non raccontano come raggiungerlo e sottacciono i sacrifici e le privazioni che gli autori hanno dovuto affrontare per conseguirlo. Si alimentano però le offese, gli sfottò, la mancanza di educazione, la diffamazione, la maldicenza verso l’avversario.

Facile è quindi comprendere come mai la vittoria venga vissuta come lo scopo unico del loro agire, un traguardo, drammaticamente, del tutto svincolato da analisi di natura morale: l’importante è stare sul carro dei vincitori, come ci si salga sopra non ha nessunissima importanza.

cortesia Singapore 2010 Youth Olympic Games

D’altra parte gli adolescenti non ritrovano più in altri settori di formazione quali, ieri, potevano essere gli oratori, un tipo di insegnamento atto a rigettare la relazione che unisce il trionfo alla mancanza di etica.

La scuola (a volte) e i genitori (spesso), anche se sovente in guerra tra di loro, alla fine contribuiscono a generare lo stesso effetto, che è quello di abituare a guardare alla sconfitta non come a un episodio causato dal mancato raggiungimento di certe abilità, di un certo allenamento, di una certa maturità, ma come a una vicenda attribuibile alla responsabilità degli altri. Per loro quindi, la sconfitta deve quindi essere evitata, con qualsiasi mezzo.

Spesso, in caso di un voto insufficiente, che può dipendere così come dal non avere studiato quanto dal non avere capito bene un argomento o come utilizzare una regola o formula; così come a seguito di una sostituzione nel corso di una partita, i genitori chiedono un colloquio al professore, o l’allenatore, perché renda subito conto del suo operato e, ancor meglio, ammetta la propria colpa, riducendo o eliminando del tutto quella del figlio.

Anziché colloquiare con il ragazzo aiutandolo ad individuare gli sbagli, spronandolo a fare meglio, dando prova che il loro affetto nei suoi confronti resta comunque inalterato, affermando – al di là del voto, al di là dei minuti di gioco disputati – l’idea che si può vincere come si può perdere, ma che non è il solo risultato a determinare il valore totale di una persona.

Quando vedo i genitori che vanno alla ricerca di un colpevole, ho la netta sensazione che abbiano paura che l’insuccesso del figlio in qualche modo contamini anche la loro figura .

cortesia Marco Nedermeijer

Viviamo sulla nostra pelle migrazioni di intere squadre di giocatori che vogliono essere inclusi in società vincenti. Forse pensano che basti indossare una maglietta importante per acquisire in automatico lo status di campione. Sono contenti quando le loro corazzate stendono al tappeto il malcapitato e quando capita di perdere la colpa è sempre di un fattore estraneo a loro stessi. Quando non è colpa dell’allenatore è stato l’arbitro. Quando non si può incolpare l’avversario sleale la colpa è di qualche compagno incapace.

Mancando l’anticorpo generato dalla sconfitta il corpo si ammala.

Sono anni che da settori giovanili importanti non escono giocatori in grado di competere ad alti livelli internazionali. Esistono giocatori bellissimi da vedere, fisicamente preparati, tecnicamente formati a regola d’arte che però, alle prime sconfitte personali lasciano cadere a terra ogni speranza e si lasciano sopraffare dagli eventi.

A 13 anni sono nella selezione della propria via, a 14 del proprio paese, a 15 della propria Regione, a 16 anni selezionati per la nazionale e poi? A giocare il campionato di basso livello che mai avrebbero nemmeno immaginato poter disputare. Sogni che diventano incubi.

Manca la corazza che solo la reazione alla sconfitta può dare. Manca il callo che una volta è stato una vescica.

Non siate sorpresi se qualche volta la mia squadra perderà, siate meravigliati se da quella stessa squadra non usciranno giocatori e uomini veri. Gente che saprà giocare e vivere sempre al massimo delle proprie capacità.

Roberto Cecchini

 

 -  Imperia Basket  Ass.sp.dil.